Università diffusa, aula magna e segreteria all’Expo – Cronaca


OLBIA. L’università sarà diffusa. Tante sedi sparse per la città e per il centro storico in particolare. Per esempio il palazzo dell’Expo di via Porto Romano diventerà la sede amministrativa del polo universitario olbiese. Insomma uffici, segreterie e sale riunioni, più una grande aula magna al posto dell’attuale sala conferenze. Le attività didattiche, invece, si svolgeranno nel vicino palazzo Giordo, che per anni aveva ospitato scaffali e camerini di Standa e Oviesse. E per dare gambe alle sue idee sull’Expo, il Comune ha appena approvato il progetto di fattibilità tecnico economica e ha anche partecipato a un bando promosso dalla Regione. L’obiettivo è portare a casa 400mila euro, ai quali si aggiungeranno 50mila euro di fondi comunali. «All’Expo siamo già intervenuti attraverso alcuni lavori di ristrutturazione – spiega Gian Piero Palitta, assessore comunale ai Lavori pubblici –. Abbiamo sistemato la raccolta delle acque bianche e abbiamo impermeabilizzato il tetto. Ora c’è da completare l’opera e per questo abbiamo partecipato al bando promosso dalla Regione».

Università diffusa. L’obiettivo è trasferire l’università dall’aeroporto al centro storico. Palazzo Giordo ospiterà quindi i corsi di laurea in economia del turismo, mentre l’Expo diventerà il “cervellone” del polo universitario olbiese. Invece l’ex area Sep, in fondo a via Dei Lidi, ospiterà il corso di laurea specialistica in Scienze della natura e del territorio, con l’Amp di Tavolara in prima linea. Inoltre in città partirà anche un corso in Scienze dei servizi giuridici e un interdipartimentale in Sicurezza e cooperazione internazionale, in base a un protocollo firmato da Comune e Università di Sassari. A coordinare il tutto sarà un consorzio che metterà insieme enti pubblici e anche privati.

Lavori all’Expo. Il palazzo di via Porto Romano diventerà dunque la sede amministrativa dell’università olbiese. La sala conferenze, al secondo piano, diventerà l’aula magna. Invece al primo piano nasceranno due uffici, una sala riunioni e uno spazio polifunzionale. Al piano terra, infine, sei uffici e una sala d’attesa. In programma diversi interventi di manutenzione straordinaria sia all’esterno che all’interno. Dopo il 2020 anche il ristorante, ricavato negli spazi dell’Expo, farà parte della sede universitaria. Attualmente il palazzo è la sede della Scuola civica di musica, che sarà poi trasferita al MusMat di via Roma.

Palazzo Giordo. L’iter burocratico va avanti, ma difficilmente il Comune riuscirà a tagliare il nastro del nuovo palazzo Giordo entro il 2018, come inizialmente programmato dalla giunta Nizzi. Al momento si sta per concludere la fase del cambio di destinazione d’uso da attività commerciale ad attività didattica. Dopodiché si potrà procedere con la progettazione esecutiva e con le gare d’appalto. Inizialmente la

giunta Giovannelli aveva deciso di trasferire l’università dall’aeroporto all’ex caserma della finanza di corso Umberto. Invece la giunta Nizzi, tramite l’Aspo e una operazione da un milione di euro, aveva poi puntato su palazzo Giordo, sempre nel Corso, che era stato acquistato all’asta.



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