Università. Gli studenti: alle parole del ministro Bussetti non seguono (ancora) i fatti. Valditara e Fioramonti li tranquillizzano: basta tagli


“Alla volontà del ministro Marco Bussetti di avviare da subito un percorso di confronto con le rappresentanze studentesche, ancora una volta, non è stato dato un seguito: ad oggi il ministro Bussetti non ha ancora incontrato alcuna rappresentanza studentesca se non la giovanile del suo partito, che non esprime nemmeno alcun rappresentante in CNSU”. Lo afferma una nota dell’UDU – Unione degli Universitari relativa alla prima riunione del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, organo consultivo del Ministero.

Nella prima sessione di lavori, il capo dipartimento Giuseppe Valditara ha ascoltato proposte, richieste e sollecitazioni del CNSU, annunciando la volontà del ministro Bussetti, ieri impegnato al Quirinale, di intraprendere un nuovo e più intensivo dialogo con il CNSU, basato sul confronto in itinere sugli atti del MIUR per trovare e progettare insieme soluzioni di miglioramento del sistema universitario. Gli incontri con il CNSU non saranno più un momento formale, in cui comunicare agli studenti decisioni già prese, ma passaggi ufficiali in cui sarà richiesto il punto di vista degli studenti su provvedimenti in corso di realizzazione. Dal diritto allo studio ai nuovi dottorati di ricerca, già nella mattinata di oggi Ministero e CNSU hanno avviato il dialogo su alcuni dossier che proseguirà anche con il confronto diretto con le direzioni competenti. Il Ministero ha fornito informazioni su alcuni provvedimenti in via di assunzione.

Valditara, da parte sua, ha ribadito la volntà dell’attuale governo di intervenire in maniera massiccia sul finanziamento ordinario alle Università, oggi ancora lontano dal ripristinare una condizione analoga a quella antecedente i tagli della L. 133/2008, che tanti effetti distorsivi ha provocato negli ultimi dieci anni: dall’aumento della contribuzione che va a pesare sempre di più sulle spalle degli studenti, al proliferare dei numeri chiusi locali, che hanno rappresentato delle enormi barriere formali e materiali all’accesso all’università, contribuendo al calo di iscritti e laureati. Conseguenze che subiamo e che derivano da vent’anni di manovre sbagliate e di continui tagli all’istruzione, che sono andati nella direzione di smantellare l’università pubblica italiana, e dei quali l’attuale Capo Dipartimento è uno dei maggiori corresponsabili.

Il CNSU ha incontrato successivamente anche il Vice Ministro Fioramonti, che ha annunciato all’organo che “il governo non ha alcuna intenzione di tagliare un euro a università e ricerca”.

“Da parte del Governo – ha detto il vice ministro agli studenti – c’è la massima volontà di porre al centro della propria azione l’Università e la Ricerca. Di non tagliare un solo euro di risorse ma di aggiungerne di ulteriori. Il dialogo con le rappresentanze studentesche è estremamente importante, perché – ha proseguito – ci consente di conoscere le criticità del sistema dal suo interno. Vi chiedo quindi – ha concluso Fioramonti, rivolgendosi ai consiglieri del CNSU – di presentarci periodicamente non solo le vostre rivendicazioni, ma anche proposte di possibili soluzioni”.

Carlo Garau, capogruppo UDU in CNSU ha commentato: “Vigileremo come sempre abbiamo fatto, non ci sottrarremo al confronto e siamo pronti a prendere posizioni forti e chiare su questi temi, in difesa di una Università accessibile e davvero per tutti – ha concluso Garau – la legge di bilancio sarà il primo banco di prova per verificare che alle parole seguano i fatti. Che cambiamento sia, ma si cambi per davvero, per il sistema universitario, per il Paese. Siamo pronti a dare battaglia se le promesse non saranno mantenute.”



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