Università più innovative: le statunitensi ai primi posti, male le italiane


C’è poca innovazione nell’università europee, non ce ne è per nulla in quelle italiane. A dirlo è il ranking appena pubblicato da Reuters, «Top 100 innovative universities» che incorona invece le università americane presenti in otto delle prime dieci posizioni.
A svettare sul gradino più alto del podio è per il quarto anno consecutivo, l’Università di Stanford, grazie soprattutto al flusso costante di brevetti e ricerca, che sono spesso citati a livello accademico in tutto il mondo. Le recenti ricerche di Stanford includono diverse scoperte nel campo dell’intelligenza artificiale, tra cui la messa a punto di nuovi sistemi di telecamere per guidare a distanza e di simulatori capaci di prevedere potenziali interazioni farmacologiche prima di testare nuovi farmaci sugli esseri umani.

Il Massachusetts Institute of Technology si colloca al secondo posto nella lista, e l’Università di Harvard al terzo posto, l’Università della Pennsylvania è quarta con l’Università di Washington a completare la top five.
Per trovare la prima università europea nelle prime dieci posizioni bisogna scendere al settimo posto, dove si piazza la Katholieke Universiteit Leuven, che si trova nelle Fiandre. Si tratta della più antica università del Belgio, ma che vanta programmi innovativi per i poco più di 40mila studenti di cui circa 7mila internazionali. Ottavo nel ranking è l’Imperial College di Londra, mentre 12esimo si clasifica il Federal Institute di tecnologia di Losanna (Svizzera).
Il più grande mover sulla lista stilata da Reuters in collaborazione con Clarivate Analytics e che si basa su diversi indicatori, tra cui i depositi di brevetti e le citazioni di documenti di ricerca è l’Università di Manchester, che ha guadagnato ben 27 posti dal n. 80 al n. 53, in gran parte grazie alla ricerca sul grafene, uno dei materiali più resistenti sulla Terra, ma anche estremamente leggero, flessibile e altamente conduttivo e che potrebbe rivelarsi un ingrediente estremamente importante per le future innovazioni nell’elettronica, nell’energia, nei trasporti e in altre industrie.
La Germania ha aggiunto due università alla Global Top 100 nel 2018, e la classifica di Reuters mostrato che le università tedesche hanno guadagnato più di qualsiasi altro Stato in Europa.

I risultati nel mondo
Nel complesso, gli Stati Uniti continuano a dominare il ranking, con 46 università tra le prime 100; Germania e Giappone sono al secondo posto tra i paesi con le migliori prestazioni, con nove università ciascuna. La Corea del Sud ha otto università; Cina, Francia e Regno Unito ne hanno 5 ciascuna; la Svizzera ne ha 3; Belgio, Canada, Israele e Paesi Bassi ne hanno 2, e Danimarca e Singapore ne hanno 1 ciascuna. Considerato su base regionale, il Nord America ha 48 università tra le prime 100, l’Europa ha 27, l’Asia ne ha 23, e il Medio Oriente ne ha 2. Non ci sono università tra le prime 100 situate in Africa, Sud America o Oceania.

 

fonte: ilSole24ore



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