Università della Tuscia, prima campagna di scavo a Monte Abatone, Cerveteri |


NewTuscia – VITERBO – Si è conclusa venerdì 5 ottobre, dopo tre settimane, la prima campagna di scavo nella necropoli di Monte Abatone, a Cerveteri, condotta dall’Università della Tuscia (Dipartimento di Scienze Umanistiche, della Comunicazione e del Tuismo, professoressa Marina Micozzi) e dalle Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’ (Dipartimento di Lettere e Beni Culturali, professori Alessandra Coen e Fernando Gilotta) e di Bonn (Institut für Archäologie und Kulturanthropologie, professor Martin Bentz), di concerto con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale e con il prezioso sostegno del Comune di Cerveteri. A più di 60 anni dalle indagini condotte dalla Fondazione Lerici di Milano, sono  riprese le ricerche in quella che è la seconda necropoli di Cerveteri per estensione ed importanza, ma, ad oggi, anche una delle meno note.

Principale intento della campagna di quest’anno era la verifica di alcuni aspetti topografici della necropoli e delle architetture delle tombe, all’epoca non completamente indagati dall’equipe della Fondazione Lerici. Per questo motivo, a seguito di una serie di prospezioni geofisiche effettuate grazie alla collaborazione con il CNR, è stata prescelta per l’indagine un’area nei pressi del Tumulo Campana, già nota per essere stata esplorata dalla Lerici negli anni ’50 e per essere stata colpita da ripetute incursioni di scavatori di frodo.

E’ stata messa in luce una tomba a camera di grandi dimensioni, non registrata nella planimetria della Lerici,  la prima delle 641 tombe note da Monte Abatone ad essere scavata stratigraficamente, con il suo tamburo e una struttura architettonica articolata, di un tipo noto alla Banditaccia, ma non comune nella necropoli di Monte Abatone.

Purtroppo lo scavo è stato ben due volte funestato da interventi clandestini, che hanno causato danni alla struttura e la perdita di preziose informazioni. Ciò nonostante, le ricerche hanno dato risultati positivi anche sul versante dei rinvenimenti ‘mobili’, che, per quanto residuali, consentono di inquadrare cronologicamente la tomba nell’ambito del VI sec. a.C. e confermano il profilo di una metropoli, Cerveteri, ancora al centro dei grandi traffici commerciali internazionali.

I risultati della prima campagna di scavo e i progetti per la prosecuzione delle indagini il prossimo anno verranno presto illustrati alla cittadinanza di Cerveteri e saranno oggetto di seminari negli  Atenei responsabili  del progetto di ricerca.



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