“Riammetteremo le donne escluse ingiustamente”


Dopo lo scandalo di sessissimo, la Medical University di Tokyo ha deciso di reintegrare dozzine di studentesse escluse ingiustemente.

Punteggi per l’esame di ammissione truccati deliberatamente per decenni con lo scopo di limitare il numero di studentesse all’interno della scuola di medicina di Tokyo. Dopo lo scandalo di sessismo esploso questa estate, l’universitá giapponese ha finalmente deciso di prendere provvedimenti e riammettere ai corsi dozzine di studentesse esluse ingiustamente al test di medicina per favorire l’ingresso di candidati di sesso maschile.

“Condurremo esami di ammissione piú equi e non permetteremo mai piú che una pratica cosí inappropriata venga a ripetersi”, ha affermato Yukiko Hayashi, la nuova (e prima donna) presidente dell’universitá giapponese, subentrata a settembre dopo le dimissioni del suo predecessore accusato di corruzione. “Nessuno dovrebbe essere discriminato a causa del genere. Ci sono molte dottoresse che lavorano in maniera eccellente”, ha aggiunto la nuova presidente dell’universitá di Tokyo.

Lo scorso agosto la scuola di medicina giapponese ha ammesso di truccare i punteggi degli esami dal 2006 per favorire l’ammissione di futuri medici maschi. A discapito della meritocrazia e della paritá di genere, le candidate di sesso femminile venivano deliberatamente escluse pr il solo fatto di essere donne. Secondo un’opinione comune all’interno della scuola le dottoresse avrebbero la tendenza ad abbandonare la professione una volta avviata una famiglia, causando un’improvvisa mancanza di personale in ospedali e cliniche mediche. La soluzione al problema é alquanto ovvia. Escludere a priori le aspiranti dottoresse e lasciare piú spazio candidati maschi.

L’indagine che ha fatto seguito allo scandalo ha rivelato che l’universitá di Tokyo avrebbe ridotto del 20% i punteggi delle studentesse e aumentato della stessa cifra quelli dei colleghi maschi. Esclusi dalla manipolazione, i soli aspiranti medici che avevano fallito il test per almeno quattro volte. Lo scorso mese 24 studentesse hanno chiesto alla scuola un risarcimento di 100.000 yen per danni morali. Ancora non é chiaro quale sia il numero di donne che avrebbero realmente definitivamente accettato la nuova offerta dell’universitá. Dopo il rifiuto della scuola, molte di loro hanno infatti giá intrapreso altri percorsi accademici.

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